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L’emergenza sanitaria legata al COVID-19 ha e continuerà ad avere effetti dirompenti sulla catena di approvvigionamento, gravata sia dall’introduzione di nuove misure doganali sia dal permanere di precedenti prassi non più aderenti alla “nuova normalità” in cui le aziende si trovano ora ad operare. In particolare, sono soprattutto le Piccole e Medie Imprese (PMI) ad essere state maggiormente colpite dalle misure inattese adottate da numerosi Paesi per arginare il diffondersi della pandemia.
Priorità dei Governi e delle rispettive Autorità doganali deve essere quella di adottare le migliori misure concrete possibili pensate specificatamente per le Piccole e Medie Imprese.
In risposta all’incertezza creata dal COVID-19 a danno degli scambi commerciali e attingendo all’esperienza collettiva della sua rete globale che opera in oltre 100 paesi, la Camera di Commercio Internazionale (ICC) ha predisposto un documento al fine di fornire raccomandazioni ai governi a supporto delle PMI per affrontare la crisi in vista di una auspicata ripresa nel futuro.

L’obiettivo è quello di sostenere le nostre PMI in difficoltà e trovare un equilibrio tra misure sanitarie effettivamente necessarie e agevolazione degli scambi.
In particolare, ICC invita le autorità doganali ad applicare ai programmi di conformità doganale un approccio basato sul rischio e incoraggia una sempre maggiore adozione della documentazione elettronica al posto di quella cartacea. Dare priorità a queste misure può contribuire a sostenere le PMI, garantire la fornitura di beni e servizi essenziali e a risanare economie in difficoltà.

Riconoscendo l’interconnessione del commercio globale, a livello internazionale, ICC raccomanda, inoltre, la creazione di un’agenda internazionale condivisa tra le agenzie doganali dei singoli Paesi, rafforzando multilateralità e uniformità delle politiche doganali.
Il documento ICC delinea gli ostacoli e le sfide doganali che le PMI stanno affrontando durante quest’emergenza e individua oltre 20 misure concrete progettate specificamente per aiutare le piccole e medie imprese (PMI) e che le agenzie doganali di tutto il mondo dovrebbero adottare. Il documento si sviluppa su 3 direttrici:

✔ Principali ostacoli incontrati a livello doganale dalle piccole imprese durante il COVID-19, tra cui orari ridotti delle attività, ivi comprese quelle inerenti la compliance (rilascio status AEO, esportatore autorizzato) presso gli uffici doganali, requisiti di classificazione per i beni essenziali, restrizione del commercio di prodotti non essenziali
✔ Best practice suggerite alle agenzie doganali a supporto delle PMI: approccio basato sul rischio per lo sdoganamento, maggior utilizzo della documentazione elettronica, ampliamento orario dell’operatività (h23), riduzione delle verifiche fisiche non strettamente indispensabili, maggiore ricorso ai controlli in remoto, differimento dei pagamenti.
✔ Un’agenda internazionale condivisa tra le agenzie doganali basata sulle migliori prassi riscontrate, che comprenda tra l’altro una definizione uniforme di “servizi essenziali”, un maggiore coordinamento, cooperazione e trasparenza tra dogane confinanti.

Come ICC Italia, siamo consapevoli delle numerose iniziative che l’Agenzia delle Dogane, insieme al Governo, ha già avviato a sostegno delle imprese in questi mesi, ma auspichiamo che il documento allegato – pur rivolto alle agenzie doganali di tutto il mondo, ciascuna con un differente livello di impegno verso gli operatori – possa offrire spunti interessanti e suggerimenti concreti per ulteriori azioni a supporto delle PMI.

Customs Measures to Save Our SMEs

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