In Dogane & Trade Facilitation, Primo Piano

Il conflitto tra Russia e Ucraina, le misure sanzionatorie adottate e il conseguente impatto sulle imprese sono stati i temi al centro della riunione della Commissione Dogane, svoltasi il 4 maggio, che ha visto la partecipazione di un’ampia e variegata rappresentanza – tra imprese, associazioni e professionisti – del mondo economico italiano. Obiettivo quello di condividere, mettendo a fattor comune, esperienze e problematiche vissute in questo difficile frangente e insieme elaborare proposte e suggerimenti sotto i diversi profili interessati: dogane, trasporti, contratti, pagamenti, a beneficio di molte imprese che ancora non sono del tutto consapevoli delle conseguenze delle varie misure sanzionatorie, anche a causa della loro rapida evoluzione, del loro crescente appesantimento e della loro scarsa chiarezza, in particolare a partire dall’adozione del quinto pacchetto da parte dell’UE.

Oltre a questo quadro già complesso occorre tenere in considerazione non solo il quadro sanzionatorio statunitense, che a causa della sua extraterritorialità, si riflette anche sulle imprese europee, ma anche le contro sanzioni russe indirizzate proprio alle imprese occidentali con un impatto sugli investimenti e sugli scambi con la Russia, che ha sempre rappresentato per l’Italia un importante mercato.
Il conflitto ha determinato ovviamente l’interruzione dei rapporti commerciali con questi Paesi – con la perdita dei canali distributivi in loco così come delle catene di approvvigionamento di materie prime e prodotti essenziali per la produzione italiana.

Laddove invece le imprese stanno cercando di portare a termine accordi preesistenti, le problematiche operative riscontrate sono di varia natura: dalla difficoltà di produrre la documentazione prevista da contratto (come ad esempio i certificati di forza maggiore) ai rallentamenti presso le dogane di transito (che si attengono ad una over-compliance in particolare sui prodotti dual use, come quella lituana), dalla difficoltà del regolamento dei pagamenti (anche in questa caso a causa della compliance delle banche e alla disomogeneità delle loro policy interne) all’impossibilità di portare a buon fine la consegna di merce già pronta (a causa del blocco dei TIR russi che non possono venire a ritirarla).

Dal punto di vista dei pagamenti, ICC Italia ha già avviato una riflessione in seno alla Commissione Bancaria, che ha prodotto un documento su “Come gestire il regolamento di operazioni commerciali da e verso la Russia (crediti documentari e garanzie)”.

Dal punto di vista contrattuale, le imprese si trovano ad affrontare il rischio di inadempimento con l’esigenza di utilizzare clausole di manleva o di forza maggiore, mentre in caso di controversia le imprese si trovano di fronte alla riforma del Codice di procedura civile russo relativamente alla clausola arbitrale, che consente all’impresa russa di avviare la causa nel suo Paese.

Voce unanime quella sull’opportunità di assumere un atteggiamento prudenziale: di operare per quello che è consentito dalle misure sanzionatorie, ponendo la massima attenzione, soprattutto laddove si operi nell’ambito di deroghe soggette a scadenza oppure si cerchi di trovare soluzioni alternative, come ad esempio nelle operazioni di triangolazione.

Si avverte la necessità di un confronto con le Istituzioni di riferimento per maggiori chiarimenti sulle misure adottate e sulla loro interpretazione: non solo Agenzia delle Dogane ma anche UAMA con cui è possibile, a differenza della Germania e di altri Paesi Ue, solo un confronto in via informale, senza diritto di interpello, lasciando ad associazioni e professionisti la responsabilità di rispondere a domande e dubbi delle imprese su cos è consentito esportare e cosa no.

La Commissione Dogane di ICC Italia proseguirà nel monitoraggio della situazione con la creazione di un gruppo di lavoro per la predisposizione di documenti per le imprese, l’organizzazione di un confronto con le Istituzioni e di una serie di iniziative volte ad approfondire le problematiche emerse sotto i diversi profili, anche in collaborazione con le altre Commissioni di ICC Italia: Arbitrato, Bancaria e Contrattualistica internazionale al fine di dare supporto e chiarimenti alle imprese.

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