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Il 19 maggio scorso ICC ha invitato i Governi del G7 ad uno sforzo concertato sia diplomatico che logistico con l’obiettivo di ripristinare il commercio di cereali e oli vegetali ucraini e di fertilizzanti provenienti da Russia e Bielorussia.

Le conseguenze del conflitto sui prezzi delle derrate alimentari e dei fertilizzanti sono devastanti: i prezzi dei prodotti alimentari a livello globale hanno raggiunto livelli record e i prezzi dei fertilizzanti sono cresciuti a un ritmo ancora più rapido, sollevando preoccupazione per la possibile diminuzione a livello mondiale dei raccolti nel 2022 e nel 2023.

Prima dell’inizio della guerra, l’Ucraina rappresentava una quota significativa dell’approvvigionamento mondiale di grano e di olio di girasole; mentre la Russia era il più grande esportatore mondiale di fertilizzanti.

SCONGIURARE UNA CRISI ALIMENTARE GLOBALE

Le proiezioni di mercato suggeriscono che il divario nell’offerta non potrà essere colmato semplicemente sfruttando fonti alternative o rendendo disponibili nuove forniture.

Una carenza alimentare globale rischia di avere importanti implicazioni economiche e politiche per i Paesi sviluppati e, cosa ancora più preoccupante, rappresentare una minaccia per i Paesi emergenti.

In questo contesto, ICC ha invitato il G7 – in coordinamento con l’Unione Europea – ad attuare un approccio in quattro fasi per riaprire il corridoio agricolo con Ucraina, Russia e Bielorussia. Come dichiarato da Guterres, infatti, non può esserci una soluzione efficace alla crisi alimentare globale senza reintegrare nei mercati mondiali la produzione alimentare ucraina, così come quella di alimenti e fertilizzanti russi e bielorussi.

Tale approccio prevede, in particolare di:

  • Stabilire un “corridoio umanitario” per consentire il passaggio sicuro delle esportazioni ucraine di grano e olio vegetale attraverso il Mar Nero, con le dovute garanzie da parte della Federazione Russa.
  • Accelerare l’attuazione delle “corsie di solidarietà Europa – Ucraina” per accelerare la spedizione di prodotti agricoli ucraini attraverso le rotte terrestri. Al fine di trovare vie alternative alle esportazioni ucraine bloccate dal conflitto in atto, la Commissione europea ha recentemente proposto un piano per aumentare la capacità di trasporto ferroviario e stradale e accelerare i processi doganali nei paesi vicini.
  • Aumentare la disponibilità di garanzie contro i rischi per il finanziamento commerciale e la copertura assicurativa per le transazioni con l’Ucraina, assicurando che le banche e le assicurazioni abbiano le necessarie capacità per facilitare una rapida ripresa delle esportazioni di prodotti alimentari.
  • Eliminare le sanzioni europee sui fertilizzanti russi e bielorussi e istituire un “porto politico sicuro”, per fornire la dovuta certezza giuridica per la ripresa del commercio di nutrienti essenziali.

Il Segretario Generale di ICC, John W.H. Denton AO, ha dichiarato che il ripristino del corridoio agricolo con l’Ucraina deve essere la principale priorità del G7. Solo interventi politici immediati potranno scongiurare l’imminente crisi alimentare.

PANDEMIA, GUERRA E CRISI ALIMENTARE: UN’EMERGENZA GLOBALE

Gli effetti della guerra sulla produzione globale di cibo si vedranno concretamente tra qualche mese. Probabilmente, le conseguenze si riveleranno drammatiche in molti Paesi a basso o medio reddito. Solo nel 2020, a causa della pandemia, la percentuale della popolazione globale che non ha accesso a una quantità sufficiente di cibo è aumentata dall’8,4% al 10,4%.

La situazione è poi ulteriormente peggiorata, e la guerra in atto sta aggiungendo benzina sul fuoco. Dalle statistiche della FAO, il numero di persone malnutrite nel mondo potrebbe aumentare di 7,6 milioni entro il 2023 o, nel peggiore dei casi, di 13,1 milioni.

John W.H. Denton AO, Segretario Generale dell’Organizzazione nata per garantire pace, prosperità ed opportunità per tutti, ribadisce che “il sistema alimentare globale non deve diventare un’altra vittima dell’insensata guerra in Ucraina”.

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