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Il webinar “Intelligenza Artificiale lo stato della normativa europea” ha rappresentato un’utile occasione di confronto tra business leader nel campo digital CRIF, ENEL e TIM e i professionisti ICC. Al centro dello scambio prospettive e criticità della Proposta di Regolamento in materia di AI avanzata dalla Commissione europea per meglio chiarire come le aziende si stiano preparando ad affrontare la prossima normativa. L’Evento ha permesso, inoltre, una prima definizione di componenti e tematiche del prossimo tavolo di lavoro sull’Intelligenza Artificiale che sarà costituito nell’ambito della Commissione Digital di ICC Italia.

Il 21 aprile 2021 la Commissione europea ha proposto “Il Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme armonizzate in materia di intelligenza artificiale e che modifica alcuni atti legislativi dell’Unione”. Il testo ambisce a creare un quadro normativo uniforme a livello comunitario in materia di intelligenza artificiale.

La proposta rappresenta senz’altro un unicum nel panorama mondiale poiché è il primo esempio di disciplina unitaria sull’AI e si inserisce nell’ambito dell’ambizioso progetto comunitario. L’obiettivo Ue è quello di garantire la sicurezza dei sistemi di Ai, aumentare la certezza del diritto e favorire gli investimenti.

LA NORMATIVA EUROPEA IN MATERIA DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Riportiamo di seguito alcuni spunti che sono emersi nel corso dell’evento.

Luca Pardo – Founder, Studio Legale Ontier Italia: “La finalità della proposta di regolamento è quella di assicurare agli utenti finali siano essi società o pubbliche amministrazioni fiducia nel rispetto essenziale diritti scolpiti nella Carta europea dei diritti fondamentali. La protezione si traduce in un intervento normativo che impone restrizioni alla libertà di iniziativa economica nel rispetto della proporzionalità a prevenire rischi di violazione dei diritti fondamentali. Il regolamento si articola in previsioni generali dichiarando espressamente che è un regolamento che imporrà attività di compliance approfondite. Ci sarà un European artificial intelligence board affiancato da Autorità nazionali che vigileranno l’esatta applicazione con autorità sanzionatoria… Anche Stati Uniti e Cina si accingono a definire una disciplina, ci auguriamo tutti che sia una disciplina che costituisca ponti e si possano avere regole finalmente uniformi.”

Marco Dalla Vedova – Partner, Studio Legale Dalla Vedova : “Abbiamo a che fare con un contesto non definito, l’approccio porta incongruità nei tempi e difficoltà a riadattare in corsa i piani industriali delle aziende visti gli investimenti coinvolti. Sono necessari standard convenzionali o fissati da organismi riconosciuti per alleviare le incertezze visto anche un orientamento che non sembra quello civilistico e che ha una ragion d’essere nelle stesse sanzioni che impone.”

Elvira M. R. Oliva – Open banking & innovation – Senior Regulatory Specialist, CRIF Italia S.p.A.: “Un primo problema che ci poniamo, e che la proposta di regolamento non risolve ma anzi apre, è sicuramente quello della definizione. Perché nella misura in cui leggo cd. approcci statistici posso pensare banalmente che tutti i sistemi che si basano su una media di serie storiche dovrebbero rientrare nella definizione di cd. sistema ad alto rischio. L’altro tema rilevante rispetto ai sistemi ad alto rischio è che secondo me il focus del legislatore, comunque più che altro della Commissione europea, nella proposta si concentra sull’output. Posto che comunque già ai sensi del GDPR all’articolo 22 si introduce il concetto di spiegabilità. Si parte dall’idea che l’utilizzo di un sistema di intelligenza artificiale, senza ben definite neanche che cos’è, possa essere discriminatorio in quanto potrebbe per sua stessa natura propagare dei cosiddetti bias.”

Giulio Fazio – Direttore Affari Legali e Societari, Enel S.p.A.: “Abbiamo un problema definitorio perché prima di tutto bisogna definire l’intelligenza e poi cos’è quella artificiale. Tutte le volte che si parla di intelligenza artificiale si parla di strumenti che accelerano mansioni che l’uomo svolgerebbe troppo lentamente. C’è un tema di data entry e di data exit e dell’uso che si fa dei dati, il regolamento cerca di presidiare questo secondo aspetto ma c’è confusione. Risulta necessario capire come i sistemi prendono decisioni.”

Agostino Nuzzolo – General Counsel and Legal and Tax Affairs Executive Vice President, TIM S.p.A.: “La materia non ha raggiunto un grado di maturità adeguato come si denota dall’assenza stessa di una definizione. Si tratta del resto di una costante in tutte le nuove applicazioni del diritto. Il tema si pone rispetto al trattamento dei dati personali per finalità di marketing, la macchina elabora un elevato numero di dati ed è necessario verificare che resti coerente nell’azione rispetto ai parametri che si erano in precedenza impostati.”

Non sei riuscito ad assistere al webinar? Visita lo shop di ICC Italia.

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