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La recente escalation delle sanzioni adottate dall’UE e dagli USA a seguito dell’incursione russa in Ucraina ha riacceso l’attenzione anche su un altro tema delicato in materia di strumenti di finanza commerciale soggetti alle regole redatte dalla Commissione Bancaria ICC, ossia l’uso di clausole relative a sanzioni commerciali, economiche o finanziarie o embarghi (“sanzioni”).
Il ricorso a clausole da parte delle banche al fine di conformarsi alla normativa in materia di sanzioni, generalmente obbligatoria e quindi prevalente sulle regole ICC, è particolarmente problematica in relazione ad alcune operazioni di trade finance, tra cui crediti documentari e lettere di credito stand-by, garanzie e controgaranzie a prima richiesta.Tuttavia, ICC è consapevole che si potrebbero verificare delle circostanze per cui, limitate nella loro capacità di svolgere il proprio ruolo secondo le regole ICC, alcune banche potrebbero essere disposte ad adottare politiche interne che comprendano l’uso di clausole relative alle sanzioni.
Già nel 2014, in occasione delle sanzioni adottate a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia, ICC aveva sollevato il tema riscontrato nella pratica e adottato un documento di indirizzo al riguardo, successivamente aggiornato nel 2020 e che ora riproponiamo per la sua stringente attualità: “Consolidated ICC guidance on the use of sanctions clauses in trade finance-related instruments subject to ICC rules”.

CONSOLIDATED ICC GUIDANCE ON THE USE OF SANCTIONS CLAUSES IN TRADE FINANCE-RELATED INSTRUMENTS SUBJECT TO ICC RULES

Lo scopo di questo documento è quello di evidenziare alcune questioni derivanti dall’uso di tali clausole e orientare gli operatori verso le best practice internazionali.
In sintesi, ICC raccomanda alle banche di astenersi dall’emettere o accettare strumenti di trade finance che includano clausole riguardanti sanzioni, che pretendano di imporre restrizioni al di là o in conflitto con le normative applicabili. Ugualmente, ICC mette in guardia gli operatori commerciali dai rischi connessi a tali clausole, se incluse da altre banche coinvolte nelle loro operazioni, incoraggiandoli a rifiutarle.
Tra l’altro, ICC sottolinea che l’aggiunta di simili clausole – che rappresenterebbero clausole di natura non-documentaria ai fini delle norme ICC – da parte di una banca, che affermi il proprio impegno a rispettare le misure sanzionatorie applicabili per legge, potrebbe non essere affatto necessaria, ma creare solo confusione, mettendo in discussione la natura irrevocabile e indipendente del credito, delle garanzie o controgaranzie a prima richiesta, nonché la certezza del pagamento o la volontà di onorare gli obblighi derivanti da tali strumenti.

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